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I 3 gol in finale per il Puskas Awards 🤤⚽️


Attraverso un comunicato, la FIFA ha annunciato di aver scelto i tre finalisti per il Puskas Award, che sarà assegnato il 17 gennaio a Zurigo.

La FIFA ha deciso: ecco i tre capolavori in finale per il Puskas Award

1 – ERIC LAMELA

14 marzo, 2021, Arsenal – Tottenham (Premier League)

2 PATRIK SCHICK

14 giugno 2021, Repubblica Ceca – Scozia (Euro 2020)

3- MEHDI TAREMI

13 aprile 2021, Porto – Chelsea (Champions League)

La premiazione andrà in scena nell’ambito della cerimonia FIFA The Best, in programma per il 17 gennaio.

Condò motiva i suoi voti per il Pallone d’oro

Paolo Condò, il giornalista che rappresenta l’Italia nelle votazioni per il Pallone d’Oro, ha condiviso lunedì sera su Twitter le sue preferenze motivandole in un articolo pubblicato su Repubblica nell’edizione del martedì.

Condò ha optato per un Top 5 che gli è costata qualche critica tra gli utenti, dato che ha deciso di escludere Lewandowski dal podio e ha votato Simone Kjaer come quinto.

“Jorginho quest’anno è stato il motore di due outsider capaci di rovesciare ogni pronostico nelle competizioni più importanti”, spiega il giornalista che afferma di aver piazzato Messi terzo lasciando Lewandowski e Benzema in ballottaggio per secondo e quarto posto. “Alla fine la mia bilancia ha premiato Benzema ma la differenza era infinitesimale” aggiunge.

Il quinto posto a Kjaer viene invece motivato con la decisione di premiare il difensore per quanto fatto all’Europeo, quando ha di fatto salvato la vita a Christian Eriksen.

Settimo pallone d’oro per Messi

Lionel Messi è il vincitore del Pallone d’Oro 2021.


Settimo trionfo in carriera per la Pulce, che ha battuto la concorrenza di Robert Lewandowski e di Jorginho, rispettivamente secondo e terzo in classifica. Il bomber del Bayern si è consolato col premio di miglior attaccante dell’anno, mentre quello di miglior portiere è andato a Donnarumma. 

Pedri miglior Under 21, Chelsea miglior squadra.

Ad Alexia Putellas il Pallone d’Oro femminile.

LA REAZIONE DEL WEB

MACRON CAMBIA LA BANDIERA FRANCESE!

Il blu cobalto della bandiera francese che sventola sugli edifici della presidenza della Repubblica è stato sostituito da un blu marino o navy, più scuro: lo ha voluto il presidente Emmanuel Macron, che ha seguito i consigli del suo scenografo di fiducia, Arnaud Jolens. Il cambiamento in realtà è stato introdotto un anno fa, ma senza annunci. E nessuno si è mai accordo di questo dettaglio.

Il bianco e il rosso sono rimasti tali e quali, ma il blu cobalto, adottato dall’ex presidente Valéry Giscard d’Estaing in aperto riferimento alla bandiera europea, è stato sostituito da un blu di una sfumatura diversa. La variazione è stata apportata anche a tutti i tricolori in vista all’Assemblée Nationale e al ministero dell’Interno.

La decisione è stata oggetto di un vivace dibattito ai vertici della République. Alcuni stretti collaboratori del capo dello Stato hanno spiegato che ci sarebbe due ragioni dietro al cambiamento. La prima è estetica: il capo dello Stato ritiene che il blu marino sia più elegante. La seconda è invece più storica e politica. L’idea dello “scenografo” dell’Eliseo è stata ispirata dal “ritorno ai colori della bandiera del 1793”, un simbolo della Rivoluzione francese.

L’Italia non va oltre lo 0 – 0 contro l’Irlanda del Nord e va ai play-off 🥶

L’Italia pareggia per 0-0 sul campo dell’Irlanda del Nord e fallisce la qualificazione diretta ai Mondiali 2022.

La squadra di Roberto Mancini chiude al secondo posto nel Gruppo C alle spalle della Svizzera, vittoriosa per 4-0 sulla Bulgaria.

Gli Azzurri ora si giocheranno l’accesso a Qatar 2022 tramite i playoff che assegnano gli ultimi tre posti disponibili per le nazionali UEFA.

Il format prevede due sfide a gara secca: una semifinale e l’eventuale finale.

Il sorteggio si terrà il 24 novembre mentre le gare si svolgeranno tra il 24-25 marzo e il 28-29 marzo 2022.

Il “corto muso” di Allegri entra ufficialmente nella Treccani. 🏇📖

Massimiliano Allegri è ormai diventato famoso per aver portato nel linguaggio calcistico il concetto di “corto muso”. Ovvero, una vittoria ottenuta con il risultato minimo, perchè secondo il credo sportivo di Allegri quello che davvero conta alla fine è il risultato che si ottiene.

Il termine deriva dall’ippica e dai cavalli, grande passione dell’allenatore livornese. E da oggi il termine è stato anche analizzato e spiegato dalla “Treccani”.

LA SPIEGAZIONE

corto muso loc. s.le m. Nelle gare ippiche su pista, minimo distacco, corrispondente al muso del cavallo, con cui si può battere il concorrente che segue | In altri sport, come nel calcio, vittoria ottenuta col minimo distacco necessario | Anche nella loc. avv.le di corto muso, col minimo vantaggio necessario; di poco, d’un soffio. Allegri in conferenza stampa parla del fatto che il vantaggio, pur ampio della sua squadra, conta poco. In fondo, spiega, per vincere lo scudetto basta arrivare un punto sopra il Napoli. E per sottolineare il suo concetto usa una metafora: nell’ippica, il cavallo che vince la corsa può arrivare al fotofinish anche pochi centimetri prima dell’avversario, mettendo davanti semplicemente il muso. “Corto muso” è l’espressione tecnica con cui si indica questa situazione. La conferenza stampa, condivisa sui social, è diventata virale. Quel “corto muso” ha girato tutto il web e ha fatto sorridere i tifosi. Soprattutto quelli labronici e intenditori di ippica, visto che Allegri non ha mai fatto mistero del fatto che fin da piccolo abbia frequentato le sale corse e gli ippodromi insieme al nonno. (Nazione.it, 14 aprile 2019, Sport) “Nelle corse dei cavalli basta mettere il musetto d’avanti. Non serve vincere di tanto. È il corto-muso”. Il celebre paragone dell’allenatore della Juventus Massimiliano Allegri, appassionato di ippica, usato nel 2019 per spiegare che alla squadra, appena reduce da una sconfitta contro la Spal, bastava essere un punto avanti al Napoli per vincere lo scudetto, all’epoca divenne un tormentone. E oggi proprio il corto muso (scritto Cortomuso per l’occasione) diventa il titolo di un Festival musicale che dal 20 al 28 agosto porterà a Livorno, la città che diede i natali al tecnico bianconero, la musica indie-pop. Indovinate dove? Ovviamente all’innodromo. Dal pragmatismo al “corto muso” a una Juve addirittura “brutta”, detto senza mezzi termini, come riconosce lo stesso Allegri. Sì, quella di San Pietroburgo è stata davvero brutta, noiosa, e sarebbe interessante conoscere i dati di ascolto dopo un primo tempo sinceramente deprimente. (Fabio Licari, Gazzetta.it, 21 ottobre 2021, Calcio).

Aguero potrebbe ritirarsi dal calcio! 😔😰

La carriera del Kun Aguero potrebbe essere a rischio.

L’indiscrezione arriva da Catalunya Ràdio: in seguito ai primissimi accertamenti, la patologia al cuore che lo ha costretto a fermarsi dopo Barcellona-Alaves sarebbe grave. Si tratterebbe di un’aritmia cardiaca maligna che rischierebbe di costringerlo a ritirarsi dal mondo del calcio.

E’ una possibilità, raccontano, reale. Il Barcellona avrebbe già informato il giocatore di questo scenario concreto.

Come racconta anche la giornalista della Cope Helena Condis, fonti vicine all’attaccante argentino confermano la situazione, molto delicata. Nel mese di febbraio si prenderà una decisione definitiva: se smettere definitivamente.

Tre mesi di margine. Tre mesi di tempi, controlli e nuovi accertamenti. Tre mesi in cui si capirà esattamente il da farsi, nel totale rispetto della salute del calciatore.

Sport e giornalismo in lutto: morto Giampiero Galeazzi

Lutto per lo sport e il mondo del giornalismo. È infatti scomparso a 75 anni Giampiero Galeazzi, storico telecronista sportivo, conduttore televisivo, giornalista ed ex campione di canottaggio.

La notizia della scomparsa di Galeazzi è stata lanciata su Twitter da alcuni colleghi, in primis il direttore del Tg5 Clemente Mimun. «Addio Giampiero rip»>, ha twittato Mimun.

«Ciao Giampiero Galeazzi, unico e inimitabile Rip», il tweet di Massimo Caputi.

Galeazzi, volto popolarissimo da decenni, era malato da tempo. Indimenticabili le sue telecronache, in particolare quelle dell’amato canottaggio con i trionfi olimpici dei fratelli Abbagnale.

Soprannominato Bisteccone (affibbiatogli dal giornalista Gilberto Evangelisti) per la sua mole, Galeazzi era stato atleta professionistica nel canottaggio, vincendo il campionato italiano nel singolo nel 1967 e nel doppio con Giuliano Spingardi nel 1968, partecipando in quell’anno alle selezioni per le Olimpiadi del 1968 a Città del Messico.

Assunto in Rai come giornalista sportivo, inizialmente in radio, venne inviato alle Olimpiadi di Monaco di Baviera nel 1972 in cui effettuò la sua prima radiocronaca proprio nel canottaggio. Il passaggio in tv avvenne negli anni seguenti, soprattutto con la Domenica Sportiva nel 1976 fino a 90° minuto negli anni ’90, proseguendo il ruolo di telecronista: inizialmente nel tennis ma soprattutto nel “suo” canottaggio, che commentò in sei edizioni delle Olimpiadi fino ad Atene nel 2004.

Non mancarono, tuttavia, le incursioni extra calcio: nel 1986 è stato l’inviato Rai all’incontro fra Gorbačev e Reagan a Reykjavík, dove si trovava per l’incontro di Coppa dei Campioni fra Valur e Juventus, mentre nel 1996 Pippo Baudo lo volle al 46⁰ Festival di Sanremo 1996.

CLAMOROSO BLODO GLIMT 6 – 1 ROMA !!!!

Una sconfitta clamorosa per la Roma. Il 6-1 di Bodo in Conference League è, per portata dell’avversario, la peggior sconfitta della storia in Europa. Nei numeri, però, no: per tre volte la Roma ha fatto peggio e un’altra ha perso sempre 6-1, in Champions col Barcellona.
Ferencvaros-Roma 8-0 (1935, Mitropa)
Roma-Bayern 1-7 (14/15, UCL)
Manchester United-Roma 7-1 (06/07, UCL)
Barcellona-Roma 6-1 (15/16, UCL)

Tanto il turn over annunciato da José Mourinho, ma la sconfitta rimediata dalla Roma in casa del Bodo/Glimt per la 3ª giornata della fase a gironi di Conference League non ha nessun tipo di scusa.
Comincia subito malissimo la gara della Roma: la squadra di Mourinho va sotto già all’8′ con Botheim, bravo a triangolare con Fez e metterla dove Rui Patricio non può arrivare: 1-0 Bodo/Glimt. Al 15′ Konradsen viene lasciato liberissimo di arrivare dalla metà campo fino alla conclusione in area, potente ma respinta da Rui Patricio.

Due minuti più tardi un bel lancio di Ibañez dalle retrovie trova Borja Mayoral, ma il rimbalzo tradisce lo spagnolo e il pallone finisce tra le mani di Haikin. Un fuoco di paglia, perché al 20′ è Berg con un gran tiro dalla distanza a realizzare il 2-0 con un pallone all’incrocio dei pali che non lascia scampo al portiere romanista e suggella un approccio terrificante da parte dei ragazzi di Mourinho.

Il primo vero tiro in porta giallorosso arriva al 24′, con il tentativo di Carles Perez dalla distanza senza nessuna velleità. tre minuti più tardi la Roma accorcia: grandissimo lancio di Diawara per Carles Perez che, entrando in area, accorcia sul 2-1 con un mancino perfetto.

Al 36′ ancora lo spagnolo si guadagna una punizione quasi al limite dell’area: batte lo stesso Perez, ma centra la barriera. All’ultimo secondo del recupero grande azione di Solbakken che si beve Calafiori e Kumbulla, crossando al centro per Pellegrino sbucato alle spalle di Ibañez: il suo colpo di testa termina alto.

Nella ripresa Mourinho inserisce Cristante, Mkhitaryan e Shomurodov, ma la prima occasione è per i padroni di casa con la conclusione di Konradsen dal limite, deviata da Ibañez, su cui Rui Patricio è attento.
Al 52′ Botheim sigla il 3-1 grazie all’assist di Sampsted e soprattutto al regalo di Diawara che si addormenta sulla linea di fondo e propizia la terza rete del Bodo. Al 55′ di nuovo attento Rui Patricio sul tiro di Solbakken deviato da Ibañez. Entrano anche Pellegrini ed Abraham e al 63′ è Cristante a provare a girare di testa sulla punizione battuta dal 7 giallorosso: palla alta.

Al 73′ arriva anche il poker del Bodo con un’altra gentile concessione della difesa. Kumbulla in palese vantaggio su Solbakken si lascia superare e manda il 9 norvegese a tu per tu con Rui Patricio per il più facile dei 4-1.
La reazione non arriva neanche con i titolari in campo e, anzi, l’incubo peggiora: nel giro di due minuti il Bodo/Glimt realizza il quinto e addirittura il sesto gol con Pellegrino e Solbakken, con i giallorossi che riescono nell’impresa di chiudere con una disfatta una gara approcciata in maniera terrificante.